18 maggio 2018

Mia nonna saluta e chiede scusa

Mia nonna saluta e chiede scusa è uno di quei libri che non può passare inosservato in una libreria: ha un titolo che ti incuriosisce e una copertina magnetica se sei un fan di Harry Potter (ed io modestamente lo sono!).


La bambina in copertina si chiama Elsa ed è una bambina speciale e come tutti i bambini speciali non va a genio ai bambini della sua scuola che la inseguono in continuazione per bullizzarla.
Se guardate bene la copertina vedrete che Elsa in mano stringe una busta, ancora più in evidenza  nella copertina bulgara rispetto a quella italiana.
La nonna di Elsa, che per quasi 8 anni è stata la vera paladina di questa bambina speciale, è morta e le ha lasciato un compito importantissimo: consegnare una serie di lettere a persone che in passato ha ferito e che, per l'appunto, saluta e a cui chiede scusa.


Elsa in questa missione però non sarà sola e trova il primo vero amico della sua vita: di primo acchito sembrerebbe un gigantesco cane da combattimento, ma in realtà è un... wors! Cos'è un wors? Se non lo sapete è perché non siete mai stati nel paese-da-quasi-svegli. E se non sapete cosa sia il paese-da-quasi-svegli significa che non avete mai conosciuto la nonna di Elsa e non avete mai ascoltato le sue fiabe con cui raccontava il mondo alla sua bambina.
Elsa ed il suo wors scopriranno piano piano, lettera dopo lettera, i segreti di chi vive nel loro palazzo...

Вторая книга Бакмана не впечатлила, как первая - не было ни кома в горле ни скупой слезы, самое интересное для меня оказались истории жизни соседей. Не то чтобы я перестала ждать выхода третьей книги в мае, но уже не с таким рвением, как прежде #instapic #instabook #backman #fredericbackman #minmormorhälsarochsägerförlåt #bookstagram #book #books #reading #hobby #бакман #фредерикбакман #бабушкавелелакланятьсяипередатьчтопроситпрощения #синдбад #издательствосиндбад #книги #мирдолжензнатьчтоячитаю #книга #хобби #чтение #читайгород_доставляет
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La versione coreana della copertina invece punta tutto sull'ambientazione: l'autore, Friederik Backman, è svedese e non fa riferimento a nessun luogo particolare se non al palazzo dove vive Elsa con la mamma ed  il suo nuovo compagno e dove, sullo stesso pianerottolo, abitava anche la nonna.
Però si parla spesso di glögg e ciambelline alla cannella, quindi sì siamo ufficialmente in Svezia.
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Come avrete intuito da tutte queste copertine, Mia nonna saluta e chiede scusa ha avuto un grande successo ed è stato tradotto in tantissime lingue.
Però a me non è piaciuto molto: l'ho trovata una lettura decisamente lenta e poco coinvolgente.
Questo continuo clima "da favola" a me dopo un po' ha stufato.
Salvo invece il finale perché ha un ritmo un po' più incalzante e fa commuovere (e a me piace tanto piangere!).
Mia nonna saluta e chiede scusa è uno di quei libri su cui è difficile dare un giudizio: né belli né brutti, difficili da lodare ma impossibile da massacrare, dei libri "mah, sì se vuoi leggilo però..."
Se vuoi leggere una bella recensione di chi ha apprezzato questo libro ti consiglio il post della lettrice rampante.


11 maggio 2018

Cosa mangiare in Inghilterra

Che si mangia in Inghilterra?
[sottotitolo: soprattutto se sei vegetariano]

Tutti sanno che quando si va in Inghilterra si mangia il Fish&chips: a Liverpool ho sentito una puzza profumo di fritto da fare invidia a qualsiasi ristorante cinese, a conferma di tutto quello che era scritto in ogni libro di inglese delle elementari, medie e superiori!
Ma io non magio il "fish" e tanto meno il piatto tipico di Liverpool, lo scouse (che dovrebbe essere del manzo affumicato con le patate), fa per me: sono quindi morta di fame?
Direi di no!

Io ho trovato la mia grande passione, un buon motivo per tornare in Inghilterra anche quando il principe Harry non sarà più sulla piazza: le Jacket Potato!
Le Jacket Potatoes non sono altro che una patata con la buccia, aperta e cotta al forno, con sopra ogni ben di dio: quella che mi ha fatto brillare gli occhi e riempire lo stomaco è la versione con sopra fagioli e formaggio!
cosa-mangiare-inghilterra-veg
Solo cose leggere per me, grazie!
A Manchester invece ho mangiato in un ristorante di catena che proponeva solo insalate: mi sono fidata del fatto che fosse pieno di inglesi in pausa pranzo!
Chop'd io lo promuovo assolutamente: buono, salutare ed economico...


E cosa bere in Inghilterra?
Ovviamente birra, non è neanche da chiedere.
La birra più comune che troverete in tutti i bar è la Foster's, che è originaria dell'Australia ma credo che gli inglesi l'abbiano ormai adottata...
Non spaventatevi per le dimensioni del bicchiere della birra (non bisogna dire che la volete grande: è scontato): costa davvero poco ed è molto leggera... si beve che è un piacere!
Gli inglesi iniziano a bere molto presto al pomeriggio: quindi direi che è sempre l'ora di una buona birra!
Pare però che gli inglesi continuino ad essere grandi consumatori di gin, da quanto si vede dai souvenir che ci sono in giro.

A proposito di tea invece mi ha fatto molto sorridere il fatto che il tea al mattino me lo abbiano servito con un bicchierino di latte a fianco... strano no?
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colazione con vista nei pressi del Liverpool One: una grande area commerciale 


E dove mangiare?
Ma in un pub naturalmente!
Ne troverete ad ogni angolo di ogni via per tutti i gusti: in molti di essi c'è la possibilità di ascoltare musica dal vivo e anche ballare.
A Liverpool il pub più famoso è The Cavern, la ricostruzione del pub dove si esibivano i Beatles. L'ingresso però costa 2,50 sterline e quando sono andata io c'era un po' di cosa: ho rinunciato e mi sono limitata a guardare l'ingresso da fuori.
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08 maggio 2018

Ciao aprile

Che mese ciccio, aprile!
Aprile è stato un mese di grigliate & passeggiate, caciocavallo impiccato & street food, waffles & colazioni chiacchierine, picnic & giochi al sole, apertivi formaggiosi & amiche bollicine... perché chiacchierare con le amiche è bello, ma con qualcosa di buono di fronte è molto meglio!
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Aprile 2018 è stato anche il mese in cui ho ricominciato a viaggiare da sola: non è stato tutto facile, ma mi sono concentrata sulle cose belle... come una cena in ostello con una polacca, un argentino. un portoghese e un presunto cuoco inglese che lavora in Nuova Zelanda ma che ha preparato degli spaghetti che meriterebbero il rogo :)

Libri dal più bello (al meno bello)

Ad inizio aprile mi sono gettata a capofitto e per puro caso nel primo capitolo della saga della Pancol e subito dopo sul secondo libro. Prima di leggere il terzo ed ultimo ho deciso di prendere un po' di fiato con La crepa ed iniziando Mia nonna saluta e chiede scusa.



Gli occhi gialli dei coccodrilli: primo libro di una trilogia, protagonista è una ricercatrice di storia medioevale con una sorella gnocca che le frega la fama e che ha una vita sentimentale complessa.










La crepa racconta di un architetto con la crisi di mezza età e un occultamento cadavere sulla coscienza.
E poi parla di Buenos Aires, tantissimo.







Il valzer lento della tartarughe è il seguito de "Gli occhi gialli dei coccodrilli". Viste le premesse si poteva fare decisamente di meglio!










Viaggetti:
Liverpool è una città di contrasti armoniosi, dove gli edifici di mattoni marroni della città portuale si accordano con i grattacieli moderni e le loro vetrate luminose.

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E' una città curata, dove si percepisce che c'è un progetto di valorizzazione cultura degli spazi (e probabilmente della vita) della città.
sun-liverpool
Qui lo stesso angolo di Liverpool con la pioggia: sembrano due posti diversi!

Liverpool è anche una città curiosa: è un posto dove nel 1998 un artista giapponese crea una statua enorme di un agnello-banana secondo logiche a me sconosciute (ho letto che rappresenterebbe l'importazione di banane che arrivavano a Liverpool e l'esportazione di pecore!). Non sto scherzando: nel 1998 si installa il Superlambanana alto più di 5 metri e di un bel giallo brillante. La statua a me di primo acchito sembrava un cagnone malfatto, ma a Liverpool è piaciuto un sacco e dieci anni dopo, quando Liverpool è diventata capitale della cultura, ne hanno fatto 124 copie più piccole e tutte colorate diversamente in giro per la città.
E' talmente assurdo che alla fine piacerà pure a voi... e vi ritroverete a pensare quale sia il vostro preferito tra quelli che avete incontrato!


#superlambanana #lambanana #liverpoolinlove #liverpooltrip #liverpool #visitengland #visitliverpool

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02 maggio 2018

La crepa

La crepa di Claudia Piñeiro è stato il regalo di Natale di Claudia, che sa quanto sia impallinata con l'Argentina e quanto mi siano piaciuti gli altri romanzi che ho letto di questa giallista di Buenos Aires.

La crepa è un giallo ambientato nel centro di Buenos Aires.
Pablo Simò è un architetto di mezza età con moglie e figlia adolescente decisamente precisino e frustrato: ha un  matrimonio che va avanti per inerzia e un lavoro che non lo appaga.
Pablo Simò però ha soprattutto un segreto: ha aiutato i suoi colleghi a disfarsi del corpo di un uomo alcuni anni prima.
L'arrivo di una bella ragazza all'improvviso, che cerca informazioni su costui, lo porterà a smuovere le sue certezze.

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La crepa ci racconta di due Buenos Aires diverse: quella su cui lavora Pablo e quella dove Leonor lo riporta.
La Buenos Aires di Pablo ormai è solo più un reticolato di prati dove costruire o vecchi edifici da abbattere e rimpiazzare, per poi vendere gli appartamenti e fare soldoni. Stiamo parlando di una realtà corrotta, dove i controlli sono fatti con delle maglie molto larghe e dove in nome delle vendite tutto è lecito o quasi.
La Buenos Aires dove lo riporta Leonor invece è quella elegante dei palazzi del centro: la ragazza è una giovane fotografa che deve immortalare 5 edifici della città.
I 5 edifici che sceglie Pablo per Leonor
Leonor e Pablo si danno appuntamento all'angolo con il Congresso e da lì iniziano la loro passeggiata perché
Buenos Aires non è così, Buenos Aires è fatta per camminarci
palazzo-congresso-argentina
Il Palazzo del Congresso a Buenos Aires
Come trama  non è sicuramente quello della Piñeiro che mi è piaciuto di più, ma il suo stile è sempre molto scorrevole e secondo me è un libricino che merita una lettura se uno pensa di fare un viaggio a Buenos Aires: queste pagine sono come un paio di occhiali che renderanno più sensibili alla bellezza delle vie della "Capitàl".

Di Claudia Piñeiro io ho letto anche:
Claudia Piñeiro che mi risponde su instagram :)

Tua, che resta il mio preferito
Le vedove del giovedì, che fa parte della selezione di titoli della promozione 2 libri a 9,90€ della Feltrinelli.

29 aprile 2018

Liverpool & Manchester #unafotoalgiorno

Ho portato a casa la pellaccia dal mio primo viaggio inglese: sono riuscita ad evitare i tifosi della Roma per la semifinale di Champions per il rotto della cuffia ed a sopravvivere agli inglesi che perseverano nel guidare contromano.
Gli inglesi mi hanno conquistato con la loro gentilezza squisita e la loro ospitalità: dall'autista del bus che collega l'aeroporto alla città che mi ha fatto salire gratis (visto che avevo solo sterline "fuori corso" nel mio portafoglio) a tutti quelli che appena mi vedevano con una cartina in mano si fermavano per chiedermi come potevano aiutarmi.

Manchester non mi è piaciuta molto: è molto più grande-città rispetto a Liverpool e non ci ho trovato niente di davvero speciale.
Liverpool invece è più particolare, con la sua storia di città portuale e i suoi docks ristrutturati e valorizzati.
Se state organizzando un viaggio in queste due città inglesi vi consiglio di sbirciare sui blog Emotion recollected in tranquillity e Vagabondi squattrinati, se invece volete avere un assaggio del mio viaggio ecco #unafotalgiorno del mio viaggio (da una carinissima idea di OneTwoFrida).

Giorno 1: Liverpool con il sole
Sono arrivata a Liverpool in piena primavera, ma le ragazze inglesi credevano fosse piena estate e si erano desnudate alla grande. Io non ho mai visto tanti addii al nubilato tutti insieme e così concentrati! 
Liverpool con il sole è un vero piacere per l'anima...
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Giorno 2: Liverpool con la pioggia & il museo dei Beatles
Complice una giornata grigia e piovosa, mi sono rifugiata nel museo dei Beatles. Il museo è caro: quasi 20 euro (anche se io avevo uno sconto ottenuto con Booking). Avevo letto pareri contrastanti sul museo e, ad essere sincera, non mi ha fatto impazzire: ci sono alcuni oggetti appartenuti ai Fab Four e sono ricostruiti nei dettagli alcuni spazi che hanno fatto da sfondo alla loro storia, l'audioguida anche in italiano è molto precisa, ma secondo me non dice nulla di più di quello che si potrebbe imparare guardando un bel documentario.
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La ricostruzione del palco di The Cavern, il locale dove suonavano i Beatles a Liverpool
Giorno 3: Manchester con la pioggia
Vi parlerò, giuro, della biblioteche che ho visitato in questo viaggio: roba da far brillare gli occhi!
La Chetam's Library è stata fondata a metà del 1600, ci si trovano Marx ed Engels per ideare le loro teorie... ma a me sembrava di stare dentro la biblioteca di Hogwarts: una magia!
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La biblioteca storica di Manchester
Giorno 4: Liverpool (le ultime ore di pioggia)
Complice la pioggerellina battente mi sono buttata nel Museo di Liverpool (gratuito ad offerta libera), dove ho scoperto tante cose sul treno che collegava il porto di Liverpool alle fabbriche di Manchester e sull'anima gayfriendly di Liverpool!
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Lion Locomotive
Da Fantozzi anche stavolta è tutto...
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Domenica mattina di pioggia, Liverpool ancora deserta

...se volete scoprire altri #unafotoalgiorno

24 aprile 2018

Cos'è la destra / cos'è la sinistra

Sono tornata dai primi 4 giorni inglesi della mia vita e ho una considerazione importanterrima da fare.
Si dice che dai viaggi bisogna tornare un po' cambiati, arricchiti, che i viaggi e gli incontri aprano la mente.
La citazione che apriva la mia tesi di laurea, una vita fa, era di Proust: un vero viaggio non è cercare nuove terre, ma avere occhi nuovi.

Torno dall'Inghilterra sapendo di aver sempre dato troppo peso ad una di quelle cose che ti ripetono sempre da bambino: "prima di attraversare guarda bene".


Se davvero ci volesse coscienza per attraversare la strada allora non si spiega come io sia tornata a casa viva e sulle mie gambe!
Ma come cavolo viene in mente a 'sti inglesi di guidare al contrario?!?!
Da che parte sbucano le macchine quando attraversi?
E le scale mobili? Ma ditelo che piazzate al contrario pure quelle, così uno evita di intrapparsi!
Ah, com'è bello saper apprezzare questo mondo vario variegato avariato!

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---- > poi arriverà anche un post serio su Liverpool & Manchester, promesso! Sempre che io non decida di iniziare a guardare a destra prima di attraversare ora che sono tornata a casa: se non mi sentite per un po' potrei essere finita male!

18 aprile 2018

Il valzer lento delle tartarughe

Il valzer lento delle tartarughe è il secondo libro della saga della Pancol: un altro mattonazzo da leggere dopo Gli occhi gialli dei coccodrilli.
Il primo libro della Pancol mi aveva ipnotizzato mentre su questo, per quanto il mio giudizio sia positivo, ho qualche dubbio.

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Il primo motivo per cui mi sono un po' abbacchiata è che il romanzo fatica a ripartire. Questo non è colpa della scrittrice ma piuttosto è colpa mia che so/dovrei sapere che una saga nasce per essere letta a spezzoni e tra l'uscita di un volume e l'altro non passa un giorno, ma mesi ed anni. E' quindi logico che si debbano richiamare episodi, ricordare come siamo arrivati a quel punto e rinfrescare la memoria: l'effetto per il lettore seriale (e che ha scoperto la saga con un leggero ritardo) è di una gran lentezza! Questo è il motivo per cui ho deciso che prima di leggere Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì aspetterò almeno qualche settimana.


Il valzer lento delle tartarughe tinge di giallo le vicende della famiglia di Josephine.

Infatti alla fine del primo libro Josephine ha finalmente ricevuto il suo riscatto ed è di dominio pubblico che è lei la vera autrice del romanzo che in un primo momento aveva pubblicato con il nome della sorella.
Ha lasciato il suo alloggio nella periferia parigina per trasferirsi in una zona molto elegante e chic della capitale, dove inizialmente è un po' un pesce fuor d'acqua.
Josephine viene aggredita una sera mentre rientra a casa e poco dopo viene uccisa una donna nello stesso parco dove lei si è salvata per un pelo. Nella zona c'è un serial killer che continua ad uccidere imperterrito donne che di primo acchito non hanno nulla in comune tra loro... come mai?
C'è poi un intreccio amoroso abbastanza alla Beautiful e Josephine nei panni di una mini-Brooke mi è sembrata non troppo credibile.

Quello che non mi è piaciuto del romanzo è l'eccessivo peso di certi elementi soprannaturali: il malocchio, le stelle che guidano, il papà morto... a mio gusto è stato un po' eccessivo.


Questo secondo libro si regge per quasi metà della storia sulla capacità di coinvolgere del primo: forse è proprio vero che il secondo album libro è sempre il più difficile.
Aspetto di leggere l'ultimo libro per dare un giudizio definitivo su questa saga...
Chi l'ha letto tutto ha avuto le mie stesse impressioni?