13 ottobre 2017

Il fiume della morte

Io pensavo che la Bretagna fosse un posto estremamente tranquillo: ho girato per 10 giorni con il portafoglio nello zainetto senza nessuna preoccupazione perché mi sentivo estremamente sicura.
Ci ho pure scherzato qualche post fa sui pericoli della Bretagna, un posto dove puoi essere bombardato dalle cacche di gabbiano o ritrovarti con l'acqua alla caviglia quando meno te lo aspetti.
i disegni di Le Corré sulla Bretagna sono davvero simpaticissimi
Poi ho letto un libro di Jean Failler, uno scrittore bretone che ha all'attivo quasi 50 romanzi gialli ambientati in Bretagna e che vedono come protagonista la simpatica ispettrice di polizia Mary Lester. 

Io ho scelto "Il fiume della morte. Mary Lester e gli annegati dell'Odet" anche se è un libro un po' vecchiotto (pubblicato nel 1999) perché i più recenti credo non siano stati tradotti in italiano e perché si parlava di Quimper, cittadina che mi ha colpita per quanto fosse curata con le sue fioriere sui ponti e soprattutto perché mi pareva non eccessivamente turistica.
odet-quimper

Mary Lester in questa avventura viene incalzata da una telefonata anonima ad indagare su quante siano le morti violente sull'Odet, il fiume che scorre tranquillo sotto i ponti fioriti di Quimper: un'indagine che ci porterà a percorrere il letto del fiume tra la cittadina e la foce vicina a Benodet, cittadina in cui non sono stata ma ho visto tratti di costa lì vicino.

Si intrecciano storie legate allo spaccio di droga e castellani a cui non è giunta la notizia che Maria Antonietta ha fatto una brutta fine già da un pezzo.

Assolutamente consigliato a chi sta preparando un viaggio in Bretagna o ha visitato questa regione: sicuramente apprezzerete le descrizioni delle maree e degli scherzi che fanno!
Solo una cosa non mi ha convinta: ma com'è che Mary Lester va sempre a mangiare in brasserie e mai in una creperie?

10 ottobre 2017

L'incredibile vita di Norman

-E' uscito l'ultimo film di Richard Gere.
-Ok andiamo.
[senza aver nemmeno visto il trailer, letto la trama o dato uno sguardo alla locandina]

Abbiamo così scoperto che Norman  Oppenheimer è un faccendiere a New York: un omino che campa facendo piaceri all'uno e all'altro, sperando di ricevere in cambio gloria, potere ed altri favori.

E' un uomo estremamente triste, di una tristezza contagiosa che  a me ha caricato addosso un sacco di avvilimento.

Le recensioni che ho letto su internet elogiano L'incredibile vita di Norman  per il finale non scontato, originale e che stupisce.

Piacerebbe potervi confermare questa opinione, ma eravamo in due:
- una ha dormito per metà del secondo tempo e il finale non l'ha visto
- l'altra per non fare la stessa fine ha passato diversi livelli di CandyCrush e del finale non ha capito nulla.

Per la cronaca, Richard è vestito e pettinato male per imbruttirlo. Non vale la pena di vedere L'incredibile vita di Norman nemmeno per rifarsi gli occhi.

(E sì, ero l'unica ragazza sotto i 50 in sala... ma l'amore non ha età!)

06 ottobre 2017

Cinque libri da leggere d'autunno

Fonte: Planet Prudence

L'autunno è una stagione che si sposa bene con la lettura: leggere all'aperto godendosi il sole e l'ultimo caldo è qualcosa che mi dà una grande soddisfazione, ma un libro è un'ottima compagnia anche nelle domeniche piovose e soprattutto è fantastico leggere con a fianco una tazza fumante e qualche biscotto.
Partendo da queste considerazioni, con Claudia abbiamo pensato di scrivere ciascuna una piccola lista di cinque libri da leggere in autunno: ce n'è per tutti i generi!



La ragazza del treno
Il clima piovoso ben si accompagna con un libro giallo ambientato nei sobborghi di Londra.
La ragazza del treno è un thriller famosissimo: Rachel è una pendolare la cui vita fa schifo e che fantastica su quanto sia fantastica la vita di chi vede guardando fuori dal finestrino del suo treno. Però una ragazza che Rachel vedeva sempre felice con il fidanzato nella loro casa all'improvviso sparisce nel nulla e sarà proprio Rachel l'ubriacona a risolvere il mistero.

Un post condiviso da Vincenzo Stamato (@vincenzostagram) in data:

Cinque giorni ancora
In autunno mi piace leggere libri che fanno piangere, cosa che invece evito d'estate quando sto molto di più all'aria aperta.
Cinque giorni ancora è un libro che fa piangere come una fontana ed è assolutamente da evitare se siete anche solo lievemente ipocondriaci perché parla di una terribile malattia neuro-degenerativa e della decisione della protagonista di suicidarsi. Tutta roba allegra come ben potete immaginare!



Harry Potter 
L'autunno è la stagione in cui si ricomincia la scuola e cosa c'è di meglio di passare un bel po' di tempo ad Hogwarts? Se sarete con Harry la sera di Halloween potrete prendere parte al complimorte di Nick-quasi-senza-testa: un ottimo motivo per leggere e rileggere Harry Potter!
Un post condiviso da figures (@rebels_collectors_) in data:

Cime tempestose
Con una bella tazza fumante di té perché non mettersi a leggere o rileggere un bel classico?
Io per l'autunno scelgo Cime tempestose, ambientato nella brughiera inglese, la pioggia, i fantasmi e le storie d'amore tormentate!


Un libro ambientato dove sei stato in vacanza
Cosa c'è di più bello di continuare la propria vacanza leggendo descrizioni di luoghi che per un po' sono stati familiari e leggere i nomi di paesi, vie e città che abbiamo visto con i nostri occhi?
Mi piace molto leggere un libro ambientato nel posto delle mie vacanze prima di partire, come una preparazione al viaggio, ma amo ancora di più farlo in pieno autunno quando la vacanza è solo più un ricordo.
E questa è la mia lettura di adesso!

E voi cosa suggerite? E chissà che cosa ha suggerito Claudia... le chiederò di prestarmi uno dei cinque libri che consiglierà!

02 ottobre 2017

Le nostre anime di notte

Le nostre anime di notte non è propriamente un romanzo breve, secondo me.
È piuttosto una lunghissima poesia, che inizia con un titolo che più azzeccato e poetico non potrebbe essere.
Non ha versi, ma ha una sua metrica ben precisa scandita da capitoletti brevi e ha il ritmo di un lunghissimo dialogo.

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Per me è stata la prima volta ad Holt, cittadina del Colorado che non esiste se non nella mente di Kent Haruf e di tutti quei lettori che si sono appassionati alle vicende della Trilogia della Pianura, e credo che ci tornerò presto.

La storia è assai originale: ci sono due persone anziane, un uomo e una donna che sono vicini di casa ma non amici intimi.
Entrambi soffrono di solitudine e, su proposta di lei, decidono di passare insieme le lunghe notti che di solito passano da soli acciambellandosi nella loro solitudine.
E lei è subito chiara: passare la notte insieme non è una proposta indecente, è semplicemente starsi accanto per passare il tempo buio e tornare alle loro giornate.
E' una cosa così semplice ma che ha un'energia stratosferica: fa chiacchierare il paese, mette in allarme i rispettivi figli e soprattutto fa sentire di nuovo vivi loro due.

Le nostre anime di notte è il libro giusto per chi cerca la tenerezza non scontata ed il coraggio delle piccole rivoluzioni.

E'uscito da pochi giorni anche il film... chi l'ha visto? merita?

27 settembre 2017

Chilean Electric

Finito di leggere Chilean Electric di Nona Fernandez mi sono soffermata a guardare la copertina e sono stata proprio soddisfatta: è raro trovare una copertina che rifletta e contenga davvero tutti i dettagli del contenuto di un libro. Grazie a Claudia che mi ha prestato questo bel libro!


Non capita spesso di trovare un romanzo ambientato in un unico posto così circoscritto: siamo in Plaza de Armas, cuore di Santiago del Cile.
E' una Plaza de Armas diversa da quella che ho visto io: è una piazza sempre buia, per un motivo o per l'altro.
Nona Fernandez racconta di una Santiago del 1883 dove per la prima volta con grande stupore di tutti i presenti arriva l'energia elettrica e di una Plaza de Armas teatro dei violenti scontri durante gli anni bui di Pinochet.
Santiago del Cile, vista dal Cerro Santa Lucia
In un centinaio di pagine l'autrice ripercorre più di un secolo di storia, partendo dai racconti di sua nonna, passando a quello che si ricorda degli anni della dittatura, alla guerra dell'Oceano Pacifico fino ad arrivare ai giorni nostri quando in tv passa una partita di calcio tra Cile e Perù.

La città che ho visto io è una città differente: è luminosa, dove gli edifici storici vanno a braccetto con costruzioni estremamente moderne ed è tutta un cantiere. [ho guardato più volte le foto del Cile e non riuscivo a capire come mai non ne avessi manco una in Plaza de Armas, poi mi sono ricordata che la Cattedrale era tutta transennata perché in ristrutturazione].
E' una città dove le ferite della dittatura si stanno cicatrizzando con tutti i problemi che ne conseguono, dove c'è un Museo della Memoria grande quanto bello ed emozionante, ma c'è una classe dirigente che ha fatto affari con la dittatura e ne ha preso solo formalmente le distanze.
La Fernandez parla di tempi in cui Salvador Allende era solo una voce, perché nessuno poteva tenere in casa una sua immagine: erano anni bui. Oggi il suo viso compare su tanti murales sparsi per il paese: è un Cile che sta tentando di rielaborare la sua storia anche con l'arte e la lettaratura.
Murales a Valparaiso.
Fonte Pinterest

Questo libricino è stato un tuffo in una città che tanto ho amato, dove ho lasciato un pezzo importante del mio cuore.
Forse è per questo che non sono riuscita ad apprezzarlo al 100% o forse perché più che un romanzo breve a me è parso un racconto lungo e a me i racconti non piacciono molto.
Se amate la storia del Cile è una lettura breve e non potrà che arricchirvi: dategli una possibilità. Io nonostante tutto non me ne sono pentita.

23 settembre 2017

I cartelli della Bretgna

Paese che vai, pericolo che trovi e quindi cartellonistica che si adegua!
In Bretagna il "pericolo" numero 1 si chiama marea.... Ok, lo sappiamo tutti che lì dove ora è asciutto fra qualche ora si nuoterà...

La bassa marea a Pointe du Raz
ma meglio evitare che qualche svampito parcheggi l'auto dove non si deve!
Cartellonistica stradale a Saint Malo
Il pericolo non viene solo dal mare, ma anche dal cielo!
Sembra che i gabbiani bretoni siano delle bestie feroci... a me pareva un po' esagerato come avvertimento, poi un gabbiano mi ha cagato addosso su una maglietta nera mentre andavo a cena: da me non avranno mai più nemmeno una briciola, maledetti! E suggerirei di cambiare la cartellonistica così: "non date da mangiare ai gabbiani che poi da qualche parte cagheranno... e potrebbe essere su di voi!".
Maledetti gabbiani
Ma se ci spostiamo più a sud, a Nantes, il pericolo faunistico è ben di altre dimensioni: mentre passeggiate per la strepitosa Iles de Machine potreste imbattervi in un gigantesco elefante meccanico! Se non ci credete guardate QUI
Occhio ai bambini che di qui passa un elefante! (Nantes)
E poi dovrete fare attenzione a non bruciarvi le chiappe! Su una delle torri del Castello di Nantes hanno piazzato uno scivolone! Secondo me è un'idea geniale, come quasi tutto quello che ho visto a Nantes, e ti permette di vivere in maniera differente uno spazio classico come la visita di un castello. Lo scivolo è gratuito, lo possono fare anche i bambini ma accompagnati dai genitori, però bisogna avere i pantaloni lunghi.... ma se batte troppo forte il sole lo scivolo... non scivola!
Nantes la città dove regna la fantasia
Ma nessuno di questi pericoli metterà davvero a repentaglio la vostra vita come la cucina bretone che si basa su un unico elemento base, declinato poi in vari modi: il burro.
Dal rientro dalle vostre vacanze bretoni vi sfido a trovare una goccia di sangue nelle vostre vene e non solo burro fuso che scivola con piacere in ogni vostra cellula.
Ah, i bretoni non solo non segnalano questo tipo di pericolo ma vi indurranno a consumarne in quantità con insegne colorate in ogni dove che vi condurranno dritti dritti in Creperie!

Se ti affascina il mondo della cartellonistica:
Se vuoi scoprire qualcosa di più sulla Bretagna clicca QUI

17 settembre 2017

Señor Vivo & Coca Lord

Difficilmente leggerete il libro che sto per consigliarvi e il primo motivo è che è un libro vecchiotto: Fazi lo ha pubblicato a fine 1999, ma Loius De Bernieres l'ha scritto nel 1991 (roba dell'altro millennio!) e io stessa l'ho pescato in un cesto di libri usati in una bella libreria torteria di Torino.
Un post condiviso da paige bedard (@catmntn) in data:


Ovviamente poi dovrete anche superare la prova del libro con la copertina brutta brutta: io stessa l'ho preso da quella cesta solo perché volevo un libro latinoamericano e non avevo trovato nulla di meglio. Non avevo neanche letto che l'autore è lo stesso che ha scritto Il mandolino del Capitano Corelli e che non è sudamericano, ma è un inglese che ha vissuto per tanti anni in Colombia.


Poi non dovete avere troppa orticaria per il misticismo, la stregoneria e tutte le cose magiche:
Dioniso Vivo è un giovane professore di filosofia secolare in Colombia che scrive delle lettere su un giornale per denunciare i misfatti dei trafficanti di droga. Ovviamente quelli vogliono fargliela pagare ma lui per una serie di fortunate coincidenze riesce sempre a sfuggire ai vari attentati e quindi inizia a circolare il dubbio che Dioniso sia uno stregone... fino a che Dioniso Vivo diventa una vera e propria leggenda ed un uomo molto temuto a cui nessuno osa fare direttamente del male.

Per apprezzare questo libro è preferibile che abbiate qualche familiarità con lo spagnolo: per motivi a me incomprensibili il libro è pieno di termini lasciati in spagnolo. Questo rende la lettura un po' meno scorrevole ed una scelta di traduzione differente non sarebbe stata malvagia!

Non dovete avere lo stomaco debole: poche volte ho letto in modo così crudo il modo in cui si può infierire su un cadavere. Se poi questa lettura la fate prima dei pasti o prima di dormire e il cadavere è quello di un personaggio che amate molto non è simapaticissimo!
Non ho mai visto una puntata di Narcos ma credo che Pablo Escobando, il viscido capo della mafia colombiana nel libro, possa essere un parente stretto di Pablo Escobar... quindi azzardo che se vi piace Narcos potrebbe interessarvi questo libro.

"Küçük yaştaki bakire kızlarımız birtakım adamlar tarafından tecavüze uğrayıp hastanelik olmakta, bu zavallı masum çocukların gelecekte bir erkeğe güvenme olasılığı ortadan kaldırılmaktadır. Bu çocuklar büyüyünce nasıl insanlar olacaklar? Hiçbiri cinsel ilişkinin tadına varamayacak, çünkü acı anıları gelecek akıllarına. Bu çocuklar nasıl eşler, nasıl anneler olacaklar, ilk âdet dönemlerinin ardından bu canavarların piçlerini doğurduktan sonra? Daha on iki yaşında zührevi hastalığa yakalanan bu masumların gelecekte sağlıklı bir yaşam sürmesi mümkün mü? Her araba sesi yüreklerinde dehşet uyandırırken hangi güvenlik ve rahatlık duygusundan söz edilebilir? Kendi seçtikleri insanı sevme hakkını savunan tüm kadınlar ve kadınları seven tüm erkekler seslerini yükseltmelidir, biz de kendi kendimize bu adamların kadınlardan bu kadar nefret etmesine ne gibi bir hastalığın neden olduğunu sormalıyız." (syf/68)
Un post condiviso da Books & Life • İrem (@mybookheaven) in data:
E quindi? Quindi nonostante tutto questo a me Señor Vivo & Coca Lord è piaciuto molto perché è uno di quei libri che genera emozioni forti: mi ha fatto inorridire, mi ha fatto paura, mi ha fatto sbuffare, mi ha fatto sorridere sotto i baffi per la sottile ironia e battere forte il cuore... e venire voglia di tornare in America Latina.


13 settembre 2017

Polonia da record

Qualche giorno fa ho visto su un gruppo facebook che si parlava di posti da record e mi sono ricordata che non vi ho mai parlato dei posti da record (=i più qualcosa) che ho visitato in Polonia lo scorso anno.
La penisola di Hel, a un paio di ore da Danzica, è il posto più a Nord dove io sia mai stata... ma non è questo il tipo di record di cui vorrei parlarvi!
faro-polonia-hel
Il faro di Hel: il posto più a nord dove io sia mai stata
Il molo di Sopot è lungo 512 metri: è il più lungo molo di legno in Europa!
Per accedervi e fare una bella passeggiata si paga un biglietto di ingresso e poi, a passeggiata conclusa, si può passare le giornata in spiaggia... e stupirsi di cosa portino in spiaggia i polacchi!
sopot-polonia
La città di Sopot è lontana più di 500 metri dalla punta del suo molo!
Il castello di Malbork è davvero spettacolare, ma occhio a non fare la cavolata che ho pensato io: "Se è un castello ci vado da Danzica un giorno che fa brutto così non mi brucio una giornata di sole". Il castello è il più grande (e forse unico) castello interamente in mattoni di tutta Europa: è così grande che la maggior parte della visita si fa in spazi esterni e se avesse piovuto sarebbe stato un vero peccato. Il castello è visitatissimo e vi consiglio di prenotare la visita in anticipo, se no potreste conquistare un altro record: quello della coda più lunga di tutta la vostra vacanza per accedere alla biglietteria.
Se ci arrivate in treno mettetevi sul lato sinistro: lo vedrete in tutta la sua grandezza già dal finestrino!
Il castello di Malbork è stato bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale ma i polacchi lo hanno rimesso a nuovo
La piazza medioevale più grande di Europa si trova a Cracovia, città che è davvero una splendida bomboniera. La basilica di Santa Marta è bellissima, una delle chiese che più ho nel cuore.
Qui potrete comprare anche una pagnotta tipica della città e che non troverete in nessun'altra città polacca: è una specie di bretzel ma un po' diverso.
un angolino della piazza del mercato di Cracovia

E poi c'è la più grande gru in legno di età medioevale di tutta Europa, che si trova a Danzica ed è anche il simbolo della città. Io vi consiglio di visitarla anche all'interno: la visita è molto veloce ma solo dalla pancia di questo marchingegno si capisce davvero la sua maestosità e ingegnosità!
gru-polonia
La gru di Danzica
A Varsavia si trova il Palazzo della Scienza e della cultura, che dovrebbe essere ancora oggi l'edificio più alto di tutta la Polonia. Ha 42 piani e si può salire con un biglietto al trentesimo dove c'è una terrazza panoramica da cui godere della vista su tutta la città. E' un regalino dei russi, che donarono alla città quello che per molti decenni è stato il secondo edificio più alto d'Europa (il primo ce l'avevano loro a Mosca ed era 3 metri più alto di questo).
In realtà il regalo -per ovvi motivi storici- non è mai stato apprezzato dai polacchi e dopo la caduta del muro si è parlato spesso di raderlo al suolo, ma ormai è diventato uno dei simboli della città.
Pare che però i polacchi non lo chiamino con il nome altisonante deciso dai sovietici, ma lo avessero soprannominato "elefante in mutande di pizzo".
varsavia-grattacieli
Quando i sovietici vogliono farti un regalo discreto discreto e con molta simpatia

07 settembre 2017

Bretagna: la mia top 10

Questo post è "nato" tanti mesi fa quando mi sono ricordata che Silvia di Banana e cioccolato qualche anno fa era stata in Bretagna e le ho chiesto una mano per creare un itinerario sensato.
Questo post è cresciuto piano piano ogni volta che rispondeva pazientemente ad una domanda sui posti da evitare, sul cibo, sul tempo... e quando mentre ero là mi ricordava di bere il sidro bretone!
Questo post vede la luce oggi dopo qualche settimana dal mio ritorno e moltissime dal suo: è giunto il momento di confrontarci... chissà se ci saranno piaciute le stesse cose!
Da qui l'idea di scrivere due post in contemporanea per vedere se la nostra Top 10 ha dei punti in comune... curiosi? QUI trovate il suo post ... allacciate le cinture che si va: queste sono le mie 10 mete imperdibili della Bretagna.

10 posto:
SAINT MALO con il sole forse è più affascinante ma a noi sono toccati due giorni di grigiume. E' una bella città fortificata e si possono fare delle belle passeggiate sulle sue mure. Io mi aspettavo di innamorarmi di qualche bel corsaro ma non ci sono grandi riferimenti a questo aspetto della sua storia, però mi ha conquistato con i suoi "giochetti" con le maree!
saint-malo-brutto-tempo
Le mura di Saint Malo
9 posto:
QUIBERON è una cittadina è un susseguirsi di negozi di souvenir e negozi di sardine. Arrivare è già di per sé simpatico perché si passa su uno strettissimo istmo per arrivare in punta alla penisola: io consiglio di  lasciare la macchina un po' fuori dal paese e approfittarne per fare una bella passeggiata guardando l'oceano. E magari con un bel sole potrete provare a fare il bagno e un bel giro sulla ruota panoramica!
quiberon-oceano
La ruota panoramica di Quiberon
8 posto:
QUIMPER è speciale perché non ha nulla di speciale: ovvero è una cittadina bretone grandina, non eccessivamente turistica e forse, tra quelle visitate, è la più vera. Ha un centro fatto di case a graticcio, di fioriere ben curate, la chiesa con accanto la sua giostrina per i bambini. Ogni paese ha la sua giostrina come nel Mondo di Amelie e in giro ne abbiamo viste anche di più belle, ma a Quimper sembrava essere lì per i veri bretoni!
quimper-france
Quimper, una cittadina fiorita
7 posto:
POINTE DU RAZ è un tratto di costa a picco sul mare da cui si vede un faro in mezzo al mare ... e ti dà l'idea della forza che deve avere l'oceano quando il tempo è brutto. Il sito era affollatissimo, ma con una bella passeggiata ci si può arrampicare su qualche roccia da cui contemplare l'oceano un po' più in santa pace!
pointe-du-raz-breton
Pointe du Raz, dove fermarsi ad osservare l'oceano

6 posto:
DINARD è una località balneare molto elegante a 10 minuti di traghetto da Saint Malo: si può fare una bella passeggiata, osservare i bagnanti in spiaggia, mangiucchiare qualche porcheria e soprattutto guardare la più famosa Saint Malo da lontano!
Dinard e Saint Malo sullo sfondo
5 posto:
LA COSTA DEL GRANITO ROSA è un tratto di spiaggia in cui la spiaggia è davvero fatta di rocce rosa, conchiglie lasciate dalla marea e  un mare molto molto invitante... solo un po' freddino!
bretagna.-mare-francia
La costa del granito rosa è un posto dove spiaggiarsi
4 posto:
NANTES non rientra nella mia top 3 solo perché amministrativamente non è più in Bretagna. E' una città dove convivono l'antico castello della Duchessa Anna di Bretagna e le installazioni di arte moderna: è un posto dove non finisci mai di dire "ma dai!!!! che figata!"... Io a Nantes ci ritornerò con più calma!
nantes-palme-bianche
Nantes la città fantastica
3 posto:
Di fari in Bretagna ce ne sono tanti: il FARO DI SAINT MATHIEU ha la particolarità di sorgere  proprio a fianco delle rovine di un'antica abbazia e questo lo rende molto affascinante.
faro-di-san-matteo-bretagna
Faro di Saint Mathieu
2 posto:
CONCARNEAU mi ha conquistato: con il suo borgo di pietra tra le mura della città vecchia, i suoi mille localini e gerani alle finestre.
concarneau-francia
Concarneau, uno dei pochi paesi della Bretagna dove abbiamo trovato un po' di vita notturna

1 posto:
LOCRONAN è uno dei più bei borghi di Francia e si merita alla grande questo titolo: è un paesello piccolo piccolo e curatissimo in ogni dettaglio. Ovunque io mi girassi esclamavo "io me la immaginavo proprio così la Bretagna". Regalarsi qualche ora a Locronan è come regalarsi una favola e... le favole meritano di stare sempre al primo posto!
locronan-paese-pietra
Locronan: io volevo la favola... ed eccola qui!
E Silvia dove ci avrà portato? Io corro subito a scoprirlo!

03 settembre 2017

L'arte di collezionare mosche

Avete presente quelle persone di cui si dice “non farebbe male nemmeno ad una mosca”? Potrei sembrare io: vegetariana, ambientalista, all’apparenza carina e gentile ma in realtà campionessa mondiale di ciabattatrice di insetti e annegamento nel gabinetto.

Io ho schifo ed in alcuni casi paura degli insetti (sto minimizzando: io sono terrorizzata dagli insetti!). A volte mi chiedo come sono potuta sopravvivere in Argentina dove in casa trovavi scarafaggi grandi come un pollice di Gianni Morandi (senza contare antenne e schifosissime zampe posteriori).

Tutto questo per dirvi che “L’arte di collezionare mosche” non lo avrei mai letto se Sjoberg non fosse venuto a La grande Invasione a Ivrea e Claudia non me lo avesse prestato (QUI la sua recensione). Io all'incontro non sono poi andata, ma il libro l’ho letto lo stesso.

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Un giovane entomologo svedese ci racconta come sia nata la sua passione/ossessione per le mosche: ad essere precisi a lui non interessano le mosche in generale, ma solo i sirfidi (che per noi comuni mortali ignoranti sono mosche, ma lui spiega bene che cosa le renderebbe speciali… almeno ai suoi occhi).

E poi racconta la storia di un certo Malaise, viaggiatore ed entomologo pure lui svedese nato a fine ‘800, che ha creato una trappola particolare per acchiappare un sacco di insetti e a cui lui è eternamente grato perché con questa tecnica riesce ad arricchire la sua collezione.

Sarò sincera: dell’argomento del libro (a metà tra un romanzo e un saggio) non me ne è fregato nulla, ma Sjoberg ha un modo di scrivere curioso che, soprattutto all'inizio, mi ha divertito un sacco. Con il passare dei capitoli poi è diventato un po’ più noioso, ma il libro non mi è dispiaciuto.
 Lo consiglio a chi ama la natura e non per forza gli insetti, i viaggi fuori dalle solite rotte (la Kamcatka esiste davvero, non solo nel risiko!) e vuole scoprire un’isoletta svedese!

 Se vuoi leggere qualcosa di svedese e divertente ti consiglio “L'assassino, il prete ed il portiere” di Jonas Jonasson, anche se il suo libro migliore è  "Il centenario che saltò  dalla finestra e scomparve" ma non è molto svedese.

30 agosto 2017

Una foto al giorno in Bretagna

Come ormai di abitudine quando torno da un viaggio mi creo il post con #UnaFotoAlGiorno, come suggerito dalla simpatica iniziativa di OneTwoFrida: non il meglio o il peggio della vacanza, ma la foto più significativa della mia giornata.
E' stato un viaggio molto diverso da quelli a cui mi ero abituata negli ultimi anni: vuoi perché ero in compagnia e vuoi perché l'abbiamo fatto quasi tutto in macchina. La macchina ti permette di viaggiare più comodo: non stare tutto il giorno con lo zaino in spalla, decidere in modo più flessibile i propri orari... MA io adoro treni e bus e la possibilità di ronfare per tante ore di fila senza pensare a nulla.
La Bretagna con gli occhi dell'illustratore Le Corrè la trovate QUI, di seguito trovate invece la "mia" Bretagna <3

Giorno 1:
Josselin è una cittadina turistica con un gran bel castello ed è un ottimo biglietto da visita per entrare in contatto con la Bretagna: fioriere per strada, case a graticola, castelli... e la prima gallete (una crepe salata!).
bretagna-josselin
Il Castello di Josselin

Giorno 2:
Anche Concarneau è una cittadina molto turistica, ma ha un bellissimo centro storico raccolto tra le mura della città vecchia al porto. Il suo tramonto è indimenticabile.
bretagna-concarneau
Concarneau, porto
Giorno 3:
La Bretagna merita di essere visita per i suoi fari, piccoli o grandi che siano.
Dove possibile preparatevi a fare tante scale e fare tanti Ooooh!
pointe-du-raz-bretagna
Il faro di Pointe du Raz
Giorno 4:
Altra giornata dedicata ai fari e a tante emozioni: il faro di Pointe Saint Mathieu con la sua abbazia a fianco è tra i miei preferiti!
pointe-st-mathieu-francia
Pointe Saint Mathieu
Giorno 5:
La costa del granito rosa, complice il sole sbucato a sorpresa, è stata una sorpresa meravigliosa per un ferragosto senza bagno ma con un bel riposino sulle rocce... che noi dormicchiamo ovunque :)
agapanto-bretagna
La cote de granite rose
Giorno 6:
Dinan secondo la Lonely Planet e Silvia è una delle città più belle della Bretagna.
A me è piaciuta, ma c'era già troppo casino per i miei gusti: della Bretagna ho preferito i piccoli paesini!
Dinan, la numero 1 della Bretagna per la Lonely Planet

Giorno 7:
Anche di Saint Malo avevo sentito tanto parlare e, forse complice il super acquazzone, non mi ha entusiasmato. Credevo che nella città dei corsari ci fossero... più pirati! Invece sono stata solo colpita e affondata da una cacca di un gabbiano... grr!!
Ricorderò però sempre lo stupore di passare un lembo di terra e mezz'ora dopo ripassarlo senza scarpe perché era salita la marea!
saint-malo-pioggia
Saint Malo poco prima del diluvio
Giorno 8:
Rennes è la capitale della Bretagna: molto più movimento, macchine, locali diversi dalle creperie che ci hanno nutriti per una settimana... e piazze grandissime!
rennes-francia
Rennes, Parlamento di Bretagna
Giorno 9:
Nantes è una vera sorpresa: l'avevamo scelta inizialmente esclusivamente per la sua comodità logistica ma già leggendo informazioni sparse qua e là ci siamo resi conto che sarebbe stata una piacevole sorpresa. A Nantes si vede come l'arte può salvare dal degrado una città il cui fulcro era un porto che oggi non servirebbe più a nessuno. Io ci tornerei per vederla meglio: può bastare per fare capire quanto mi sia piaciuta?
ruspe-palma-nantes
Nantes, installazione di arte contemporanea
Giorno 10:
I giardini di Nantes sono grandissimi, popolati da famiglie a passeggio con bambini estasiat, caprette e galline e tanta tanta simpatia... come si capisce dal loro ingresso!
ingresso-parco-nantes
I giardini delle piante a Nantes
Che ne dite? Chi di voi è stato in Bretagna? Ci sono ancora tanti post che voglio scrivere su questo bellissimo angolino "francese" bretone!


e le altre edizioni di #unafotoalgiorno


27 agosto 2017

Piccolo paesaggio di Bretagna

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Com’è bello questo piccolo paesaggio Questi due scogli questi pochi alberi e poi l’acqua e poi il fiume com’è bello Pochissimo rumore un po’ di vento e molta acqua È un piccolo paesaggio di Bretagna può stare nel palmo della mano quando lo si guarda da lontano Ma avvicinandosi non si vede più nulla si urta contro uno scoglio o contro un albero ci facciamo male è peccato. [Jacques Prevert]

25 agosto 2017

L'amante giapponese

Isabel Allende ne L'amante giapponese racconta una storia poco nota: dopo l'attacco del Giappone a Pearl Harbor gli americani crearono dei veri e propri campi di prigionia per tutti i cittadini di origine nipponica.
Lettura su panchina
Però Isabel Allende esagera e in nemmeno 300 pagine racconta anche della Seconda Guerra Mondiale in Polonia, oltre che negli USA, dell'Aids, della pedopornografia, della vecchiaia e la perdita di autosufficienza... e mille altre sfighe a cui manca solo all'appello l'invasione delle cavallette.
La trama è abbastanza complessa ma è si può riassumere -e semplificare- così: c'è una vecchierella in una casa di riposo fricchettona dalle parti di San Francisco e un'operatrice moldava giovane e carina.
Le due diventano amiche perché sono entrambe belle strane ed entrambe hanno un segreto da nascondere. Perché Irina non vuole innamorarsi? E dove va Alma quando è in libera uscita dalla Lark House? E quelle lettere che Irina trova tra le cose di Alma di chi sono?

Io odio profondamente i libri che invece di prendere un problema e sviscerarlo, si divertono ad enumerare un numero infinito di catastrofi che ad un certo punto della lettura ti viene da dire "e che c***o non può piovere per sempre eh!".
Questo libro non fa eccezione e mi è piaciuto solo lì così. Se lo salvo è solo per merito dello stile da vera maestra dell'autrice: l'Allende alla fine non delude mai anche quando non scrive dei capolavori.
Non è manco da precisare che questa storia è lontana mille mila anni luce da quel gioiello de La casa degli spiriti. 

Se però vi interessa approfondire la questione dei cittadini statunitensi di origine giapponese che furono trattenuti nei campi di prigionia negli USA, vi consiglio assolutamente di leggere Il gusto proibito dello zenzero: racconta questo pezzo di storia quasi sconosciuto e lo fa in una maniera molto più coinvolgente!

21 agosto 2017

et voilà... sono di nuovo qua!

Eccomi di ritorno da 10 giorni in Francia, in Bretagna.
Siccome faccio fatica a scaricare le mie foto della vacanza, vi racconterò qualcosa della Bretagna con le simpaticissime immagini di Le Corrè, un disegnatore di cartoline bretoni.
Queste informazioni mi sarebbero state utili quando organizzavo il mio viaggio e spero servano a chi vorrà andare a visitare la Bretagna!

Per iniziare: la Bretagna è quella regione che si trova nell'angolino in alto a sinistra della Francia (tecnicamente Nord-ovest).

Come si arriva in Bretagna?
Dall'Italia si può raggiungere la Bretagna con un volo/treno fino a Parigi e poi affittare una macchina per iniziare il proprio tour.
Noi invece abbiamo preferito volare su Nantes da Malpensa. Nantes non è tecnicamente in Bretagna dal punto di vista amministrativo, ma è comodissima per organizzare un tour circolare e visitare tutta la Bretagna. Un grazie particolare lo voglio rivolgere a Silvia di Banana e cioccolato che ci ha passato tantissime informazioni utili e ci ha permesso di organizzare un viaggio bellissimo.
...cosa che a noi fortunatamente non è capitata!
Se non so il francese... sopravviverò in Bretagna?
Dopo essere sopravvissuta in Polonia con il mio inglese ho decisamente rivisto il peso che davo alla conoscenza dell'inglese per fare un viaggio...
Il mio francese comprende circa 10 parole, comprese  je t'aime e voulez vous coucher avec moi, e siamo stati felicemente sorpresi di scoprire che i francesi non sono così altezzosi come li dipingono (=fare finta di non capirti!). Abbiamo trovato tutte persone molto disponibili, anche se abbiamo notato che pure chi capisce bene l'inglese tende a rispondere in francese.
In molti dei posti che abbiamo visitato però la cartellonistica era solo in francese... e bretone!
A quanto pare i bretoni ci tengono molto alla loro lingua e ci tengono a mettere tutte le indicazioni nelle due lingue.
l'onnipresente bandiera bretone

Com'è il tempo in Bretagna?
Credo di essere stata particolarmente fortunata perché abbiamo trovato mediamente bel tempo, a parte un giorno che abbiamo preso un temporalone estivo di soli 20 minuti ma di quelli che ti inzuppano fino alle mutande.

Siamo vicino all'Oceano quindi il clima è umido e c'è un sacco di vento.
Come mi vesto in Bretagna?
A caso. O per meglio dire: il tempo cambia così tante volte nel corso del giorno che comunque vi vestiate ci sarà un momento nell'arco della giornate in cui sarete le persone giuste con il vestito giusto.
Ci sono però due cose che non possono mancare nella vostra valigia: un k-way e un paio di scarpe in cui non passi l'acqua! I tipici stivali di gomma bretoni potete anche lasciarli a casa a meno che decidiate di sfidare l'alta marea con una certa costanza!

Che si mangia in Bretagna?
Ci scriverò un post sul cibo in Bretagna, ma il minimo comune denominatore sarà sempre e solo il burro. I Bretoni lo spalmano su qualsiasi cosa e mi ha fatto sorridere vedere che nei negozi di souvenir oltre agli intramontabili piatti-tazzine-bicchierini per gli amari- ci fossero anche un sacco di contenitori per il burro di ogni dimensione!

Ma la cosa più importante da sapere è che la Bretagna non delude assolutamente chi è alla ricerca di tanta natura, non ha paura di macinare tanti km in macchina e soprattutto non è alla ricerca di vita mondana!