13 dicembre 2017

Lione #unafotoalgiorno

Lione, in Francia, è famosa per essere la capitale del buon cibo francese e per la sua spettacolare festa delle luci che si tiene tutti gli anni per la festa dell'Immacolata.

Questo come ben sapete non è un post-guida ma semplicemente un mio modo per raccontarvi cosa ho visto e portarvi un po' con me.
Viaggiare "tramite" un mio post ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi: certo stando dall'altra parte dello schermo non potrete assaporare la gustosa patata ripiena che ho mangiato al mercatino di Natale, ma non rischierete di crepare di freddo come ho fatto io... 
ma volete mettere l'emozione di vedere centinaia di candeline mentre inizia a nevicare? (molto romantico i primi 5 minuti... poi si rischia di finire come Romeo & Giulietta e potrebbe non essere bello!).
La festa delle luci di Lione sarebbe perfetta se la facessero ad agosto XD

Il mio stato attuale

Giorno 1:
Quale può essere un benvenuto migliore in una città nuova che non un arcobaleno che quasi tocca la ruota panoramica?
A volte prendere un po' di pioggia può avere dei lati positivi.
Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:



Giorno 2:
Passeggiare per una città congelata porta una donnina pigra come me a fare poche pochissime foto... 
Lione ha un bellissimo centro storico, piccino e facilmente girabile a piedi.
fontana-municipio-di-lione
Lione - piazza del municipio e fontana del Bartholdi

Giorno 3: 
E se piove e tira vento?
Noi abbiamo trovato un museo bellissimo: il museo del cinema e delle miniature: l'ingresso costa 9 € ma son soldini ben spesi.
Il percorso inizia con la ricostruzione del set del film Il profumo e prosegue con la ricostruzione di tutto quello che c'è dietro un film, dalla fotografia ai costumi e gli effetti sociali. 
Non avete idea della mia esaltazione quando ho trovato la maschera di Mrs Doubtfire, uno dei miei film preferiti di sempre!
Ciao Mrs Doubtfire <3


E la festa delle luci?
Ammetto di aver fatto pochissime foto causa gelo alle dita, ma ho fatto parecchie volte "ohhh", come diceva il buon Povia prima di rimbambirsi.
Devo dire che le luci di Lione mi hanno stupito e meravigliato ma non mi hanno davvero emozionata e toccato il cuore. Forse perché c'era troppa gente ed un clima che si percepiva teso (polizia ed esercito ad ogni angolo, camion che sbarravano le strade, controlli per fortuna a tappeto, ma ogni volta che si sentiva la sirena di un'ambulanza mi preoccupavo) oppure perché tra il mio cuore e l'atmosfera della festa c'erano molti strati di maglie e magliette termiche (che son quasi morta ibernata l''ho detto?).
Quello che mi ha colpito delle luci di Lione è che non sono, nella maggior parte, delle luci statistiche ma delle installazioni che si muovono. Ad esempio molto bella era la cattedrale che ogni quarto d'ora veniva illuminata con un filmato che la faceva muovere.

cattedrale-lione-2017
Festa delle luci Lione 2017
A quanto pare ha vinto il primo premio una delle installazione che più ci piaceva: quella di due "palloncini" che vagavano come aquiloni sopra il loro nido.
Fonte: sito ufficiale della Festa delle Luci

Gli altri #unafotoalgiorno

07 dicembre 2017

Ti regalo un libro - Speciale Natale

Avete pensato di regalare a qualcuno un libro per Natale?
Fermi tutti! Prima di entrare in libreria provate a pensare se avete mai visto quella persona con un libro in mano o lo avete mai sentito dire che gli piace leggere. Se la risposta è no, allora smettete di leggere questo post: regalare un libro non è sempre una buona idea!
Se invece la risposta è sì continuate nella lettura e passate anche dal blog di Claudia, che in queste iniziative andiamo in coppia come i carabinieri.
Ora per trovare il libro giusto dovreste sapere che cosa ama leggere quella persona: se avete questa informazione avete quasi risolto il vostro problema e questo post non vi serve.
Se invece rimanete in alto mare questo post fa per voi: che cosa volete regalare a questa persona così speciale da aver scelto per lei proprio quel libro? Chissà se fra questi 5 libri c'è il regalo di Natale che fa per la persona che avete scelto voi: che cosa volete impacchettare ed infiocchettare per questo Natale?

Le nostre anime di notte di Kent Haruf
[pagine 171, € 17; NN Editore]
E' il libricino giusto se volete donare una storia ricca di tenerezza e se volete regalare il coraggio di fare la prima mossa.
Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me.

“Dov’è la tua mano?” “Proprio qui accanto a te, dove sta sempre”. Kent Haruf Le nostre anime di notte

Un post condiviso da Libreriafogola (@libreriafogola) in data:


Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro
[pagine 276, € 12; Einaudi]
E' il regalo giusto se volete far intendere ad una persona cara che si sta concentrando eccessivamente su un solo aspetto della sua vita: per il protagonista di questo libro non esiste niente al di fuori del lavoro.
Ishiguro è il premio Nobel per la letteratura 2017 e questo lo rende un regalo particolarmente al passo con i tempi, anche se il libro è un po' vecchiotto. Non è un libro per tutti: richiede parecchia concentrazione.
Ma questo non vuol dire, naturalmente, che non vi siano momenti di tanto in tanto - momenti di estrema tristezza - quando pensi fra te e te: <<Che terribile errore è stata la mia vita>>. E allora si è indotti a pensare ad una vita diversa, una vita migliore che si sarebbe potuto avere.



Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di  Jonas Jonasson
[pagine 446, € 9 su ibs ; Bompiani]
Vi sembrerà di infiocchettare tanta leggerezza, come suggerisce la copertina, ed un bel giro per il mondo. In realtà state regalando la compagnia di Alan Karlson, un nonnino che decide di scappare dall'ospizio e vivere in modo roccambolesco quel che resta della sua vita.
Regalatelo a chi è curioso: fra quelle pagine troverete una gran voglia di scoprire il mondo!
Aveva girato il mondo e di cose ne aveva viste tante, ma una in particolare l’aveva colpito, e cioè che i conflitti più grandi e apparentemente irrisolvibili si basavano sempre sullo stesso presupposto. La soluzione il più delle volte consisteva nello scolarsi insieme una bella bottiglia di acquavite intorno ai settantacinque gradi e guardare al futuro.

La lettera d'amore di Cathleene Schine
[pagine 270, € 12; Adelphi]
Questo è l'unico libro che in vita mia io abbia mai abbandonato -volontariamente- in un luogo pubblico. Quando mi chiedono che cosa abbia di speciale mi trovo sempre un po' in difficoltà perché non è uno di quei libri bellissimi ed indimenticabili.
E allora perché regalarlo? "è un libro che farà innamorare i delusi, riempirà di gioia chi oggi è innamorato e consolerà chi ha pene d’amore", parola di Gianni Riotta.
"come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre? 
So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L'aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo..."



Un post condiviso da Sharazadely (@sharazadely) in data:


Un giorno di David Nicholls
[pagine 495, € 10; Neri Pozza]
Questo libro è tra i miei preferiti di sempre: chi me l'aveva consigliato aveva impacchettato per me una storia d'amore infinita e si era scordato di aggiungere anche un fazzoletto. E' il libro adatto per chi crede che "certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano": sappiate che state impacchettando una piccola dose di coraggio! Trattate con la dovuta accortezza questo bel libro!
«La cosa importante per me è segnare sempre una differenza» disse lei. «Insomma, cambiare qualcosa, capisci?».
«Tipo “cambiare il mondo”?»
«Non tutto il mondo. Soltanto il piccolo pezzo di mondo attorno a noi».
Rimasero in silenzio per un momento, raggomitolati l’uno contro l’altra sul letto a una piazza, poi si misero a ridere piano: mancava poco all’alba.




04 dicembre 2017

Dunkirk

Quando è uscito nelle sale Dunkirk qualche mese fa l'ho snobbato pensando che fosse il solito film sulla Seconda Guerra Mondiale,  tutto effetti speciali e poco di nuovo da dire.
ERRORE! Dunkirk è un film meraviglioso da vedere assolutamente e la visione deve essere senza se e senza ma al cinema per poter godere al 100% dello spettacolo.


Ecco i motivi per cui dovreste fare come me e recuperare Dunkirk:

  • Magari voi siete più esperti di storia di me, ma io non sapevo nulla di Dunkirk. Non sapevo nulla di questa cittadina al confine tra Francia e Belgio proprio di fronte all'Inghilterra, dove più di 300000 soldati inglesi sono stati salvati per il rotto della cuffia.
  • Quando si parla di Seconda Guerra Mondiale, forse è una mia impressione, ci si concentra sempre sugli anni centrali del conflitto: qui stiamo parlando della primavera del 1940 quando i tedeschi invasero la Francia.
  • E' un film estremamente coinvolgente perché il regista decide di raccontarci la guerra da tutti i punti di vista possibili: terra dove i soldati sperano che qualcuno venga a prenderli per portarli a casa, cielo da dove la controaerea inglese tenta di fermare i bombardieri tedeschi, mare dove le barche private inglesi vanno a recuperare i loro compatrioti.
  • Ahimè molte volte vedo film in cui gli effetti speciali servono per stupire. Qui no: gli effetti speciali servono per farti sentire come se davvero ti trovassi su un aereo, su una barchetta a tentare di pescare uomini o su una spiaggia da cui devi assolutamente scappare.
  • E' un film storico e di guerra e sì, fa stare male. 
  • Incredibile il finale di questo film: non ve lo svelo se ancora non lo avete visto, ma mi pareva incredibile che uno pensasse che quei ragazzi pensassero "quella cosa". 

29 novembre 2017

Le luci nelle case degli altri

Quando per il mio compleanno ho scartato un pacchetto che conteneva Le luci nelle case degli altri ero un po' dubbiosa: io di Chiara Gamberale avevo letto solo un suo libro, L'amore quando c'era, ed era stato così tremendo che avevo detto "mai mai più".
A lettura conclusa ho un grandissimo punto interrogativo su Chiara Gamberale, ora che ho letto due libri suoi mi tocca dire che uno è bruttissimo e l'altro bellissimo... sarà il caso di leggerne un terzo?!??

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

Le luci nelle case degli altri racconta la storia di una bimba che si chiama Mandorla perché quando è nata prematura era piccina piccina e a Maria, la sua mamma, le era sembrato il nome più calzante.
Maria muore in un incidente quando Mandorla ha solo 5 anni e viene ritrovata una lettera che lei le aveva scritto quando era appena nata in cui, tra le tante cose, le rivela di essere stata concepita nel lavatoio all'ultimo piano della palazzina di via Grotta Perfetta 315.
Chi sarà quindi il papà di Mandorla che per i primi 5 anni della sua vita non si è mai palesato?
I condomini del palazzo che volevano molto bene a Maria decidono di adottare tutti quanti insieme la piccola Mandorla e crescerla come fossero un'unica grande famiglia: se non si saprà mai chi è il papà della bimba nessuna famiglia rischia di scoppiare in seguito ad un eventuale test del DNA.

Mandorla viene adottata legalmente da una signora zitella ma poi ogni tot anni cambia casa e passa al piano superiore, sempre circondata dall'affetto di tutto il condominio ma anche da un grande dubbio che la perseguita: chi è tra tutti quei signori il suo papà?
Noi lettori seguiamo la storia di Mandorla fino al momento in cui sta per compiere i fatidici 18 anni ma soprattutto fino alla notte che trascorrere in galera perché ha fatto una cavolata, ma che noi non sappiamo quale sia fino alla fine.

Nel libro si intrecciano due filoni narrativi: quella di Mandorla che cresce e diventa grande e quelle di tutti gli inquilini del palazzo. Sono tutte famiglie differenti, con i loro grandissimi pregi e grandissimi difetti. Mandorla, che non ha una casa sua, è una seminomade che cambia piano del condominio e, con la semplicità con cui vede le cose una bambina, illumina le loro storie.

Le luci nelle case degli altri è un romanzo magico, quasi una fiaba, di quelli che ti coinvolgono completamente nelle vicende, che ti danno l'impressione di conoscere ciascuno dei personaggi.
Piacerà sicuramente a chi ama i romanzi introspettivi e a chi cerca un libro da leggere tutto d'un fiato!
Non è assolutamente un libro rosa, ma è uno di quei libri in cui il cuore di chi legge inizia a battere forte forte. E' assicurato che anche voi vi ritroverete a volere un gran bene a Mandorla!


25 novembre 2017

The place

Sono proprio ignorante: quando sono uscita dal cinema dopo aver visto The place ho pensato "che barboni! Hanno girato un intero film tutto dentro un bar, allo stesso tavolino... si vede che non avevano neanche due soldini per fare due riprese in esterno!".
Poi ho letto la recensione su mymovies, fatta da gente che di cinema ne sa un po' di più di me, che questa è una scelta artistica: scelta artistica un po' soporifera, se posso dire la mia che non sono esattamente esperta di cinema.

Ma che cosa va a fare tutta 'sta gente nel bar dove lavora la Ferilli?
Va a parlare con Mastandrea, che secondo me è il diavolo (ma questo il film non lo dice: potrebbe essere anche solo un pazzo furioso).
Comunque un esercito di disperati si rivolge a questo diavolo per avere un favore e lui in cambio chiede loro di fare delle cose tremende.
C'è la signora anziana che vorrebbe che il marito guarisse dall'Alzheimer e deve costruire una bomba e farla esplodere, oppure il cieco che per riavere la vista deve violentare una donna o il papà con il figlio in fin di vita e per guarirlo dovrà uccidere una bambina e così via.
Tutto il film si gioca sul lato oscuro che vive in ognuno di noi, su che cosa saremmo disposti a fare per ottenere quello che vogliamo anche quando sappiamo che stiamo facendo la cosa sbagliata.

Chi era con me è uscito soddisfatto dal cinema.
Io sono uscita con un'angoscia tremenda, superata solo dalla voglia di andarmene a dormire dopo questo film che non finiva mai!

19 novembre 2017

Pazze di me

E' una vita che sostengo che scrivere un bel romanzetto rosa è una cosa impegnativa e ci va del talento: scrivere cose leggere non è cosa da tutti.

Quando ho voglia di una lettura da bar, ovvero di un libro che non richieda tanta concentrazione e che si possa leggere anche se al tavolino di fianco al tuo stanno chiacchierando ad alta voce, io punto sul sicuro: Federica Bosco.

Non ho letto tutti i suoi libri, ma non sono mai rimasta delusa.
Questa volta sapevo di essere davvero in una botte di ferro perché qualche tempo fa avevo visto il film Pazze di me, con Francesco Mandelli come protagonista.
Mi ricordavo di essermi spanciata dalle risate!


Andrea è un venticinquenne senza troppa personalità che vive con  6 donne: 3 sorelle maggiori totalmente diverse le une dalle altre ma tutte quante suonate, la mamma, la nonna con l'Alzheimer e la badante Stanka, di nome e di fatto. Il padre li ha abbandonati fuggendo di casa di notte quando Andrea erra un bimbo e le ultime parole che gli ha detto sono state "ora sono cazzi tuoi".
Tutte le fidanzate di Andrea quando conoscono la sua famiglia scappano a gambe levate, ma Andrea si sente sempre in dovere di star dietro alle richieste assurde delle sue donne. Andrea vive all'inferno.

Il libro rispetto al film è più lento, ma dà la possibilità di andare oltre alla goliardata e riflettere un po' su qualche squilibrio che tutti abbiamo, anche se ovviamente non a quei livelli di follia!
A me il libro è piaciuto, anche se non è un'imperdibile e anche se la copertina fa piangere anziché ridere.
Il film invece è davvero strepitoso nella sua leggerezza.
Se avete una suocera rompiballe o una cognata da prendere a sberle vi farà divertire ancora di più e pensare che in fondo gestirne una non è così faticoso come averne 6 tra le scatole!

15 novembre 2017

Quel che resta del giorno

Gentile  Esimio signor Ishiguro,
[si inizierà così una missiva ad un premio Nobel per la letteratura?]
sono una lettrice e vorrei chiederle scusa per tre motivi.

Il primo è che non avevo mai letto nulla di suo finché gli svedesi non hanno acceso i riflettori su di lei. Beh questo non è un reato, ma è un po' pirla superficiale la motivazione per cui effettivamente dopo aver preso in mano un suo libro non mi decidevo mai a comprarlo: io non sono molto attratta dagli scrittori asiatici e con quel cognome così giapponese credevo che il suo stile non facesse al caso mio.
Poi quando le hanno dato il premio ho scoperto che lei è naturalizzato britannico ed effettivamente durante la lettura di Quel che resta del giorno ho scoperto un libro ambientato nelle campagne inglesi nella prima metà del '900 che più europeo di così non si potrebbe!


Il secondo motivo per cui chiedo perdono è che sono un po' cretina burlona e per il 99% della lettura del suo libro non capivo il senso di questo titolo lungo e filosofico e quindi, quando chiacchieravo di questa lettura che mi coinvolgeva parecchio, mi limitavo a parlane come del libro del maggiordomo.
Quel che resta del giorno si capisce solo al tramonto, alla fine del viaggio. Forse, si capisce: secondo me il maggiordomo alla fine non ha capito granché e pure io sono diversi giorni che ci rifletto e non sono sicura di aver proprio capito cosa volesse dire. Però amo i libri che continuano ad interrogarti dopo che li hai chiusi e quindi questo libro mi continua a piacere anche a lettura terminata!

Sei già fan della pagina facebook del blog?
Da Quel che resta del giorno hanno tratto anche un film con Anthony Hopkins. Chiedo scusa a lei signor-premio-nobel ed anche al signor-regista e pure al signor-attore: io, durante tutta la mia lettura, questo integerrimo maggiordomo me lo sono immaginato con le sembianze di Edgar degli Aristogatti, che non potrebbe essere più lontano dal modello del maggiordomo perfetto di cui parla in modo ossessivo il protagonista del suo libro. Quanto costa diventare perfetti sul lavoro? E' giusto annullare completamente la propria vita, i propri affetti ed interessi per seguire un obiettivo? Ne vale davvero la pena? Io credo di no, ne sono profondamente convinta e mr Stevens lo avrei preso a sberle in molte occasioni.
Il mio maggiordomo preferito non è il protagonista di Quel che resta del giorno. Poteva andare anche peggio, potevo scegliere quello della famiglia Adams
Caro/a lettore/lettrice che cercavi la recensione di Quel che resta del giorno mi spiace di averti deluso: questo libro mi piaceva troppo e non ero in grado di fare una recensione che gli rendesse giustizia.
Ne ho trovata una molto molto bella su un blog e ti consiglio di leggerla QUI.
Mi permetto solo di aggiungere che se ami le campagne inglesi,
se le questioni politiche ti incuriosiscono,
se vuoi leggere un romanzo scritto come un diario di viaggio, ma che un diario di viaggio non è,
che sembra un libro filosofico, che richiede un po' di concentrazione ma non è pesante
... beh questo libro fa per te!

10 novembre 2017

Saghe famigliari: 5 storie in giro per il mondo


Io adoro le storie di famiglie e così quando con Claudia abbiamo deciso che in questo mese di novembre avremmo concentrato la nostra attenzione su questo tipo di romanzi mi sono brillati gli occhi.

Ecco quelle che secondo me sono le migliori saghe familiari che io abbia letto: su 5, 2 sono libri che vorrei rileggere e 3 sono autori che da tempo mi riprometto di approfondire! Sarà mica un caso?

La casa degli spiriti  di Isabelle Allende ripercorre le vicende di una famiglia cilena in 50 anni di storia e di 50 anni di storia del suo paese. Ho letto questo libro tanti anni fa e faccio fatica a ricordare trama ed intrecci, ma ricordo la grande passione che si respirava tra le sue pagine. L'ho letto quando nemmeno sognavo di poter andare a visitare il Cile: forse sarebbe ora di rileggerlo a visita avvenuta! Ne hanno tratto un film bruttino con un bel Banderas.

PURITY
Purity di Franzen è un librone splendido: mi era piaciuto così tanto da meritarsi la medaglia d'oro tra le letture 2016. Purity, detta Pip, è una studentessa americana che non sa chi sia il suo vero padre perché la madre si rifiuta di svelarle la sua identità. Sarà un viaggio che la porterà ad abbandonare la sua vita negli Stati Uniti ed arrivare in Bolivia a farle capire qual è il suo posto nel mondo e non sarà un'avventura facile!

Comprato quasi per necessità - non riuscivo a rimetterlo nello scaffale dopo aver letto le prime pagine - dalla 300 in poi non sono riuscita a fermarmi. Franzen è un maestro nell'uso della focalizzazione, ogni capitolo mostra un punto di vista diverso. Passa da una narrazione onnisciente a una focalizzazione interna con flussi di coscienza e discorso indiretto libero. Interessante la struttura, ogni capitolo è come se fosse una micro-unità dove l'azione parte in medias res con un iniziale senso di smarrimento per ricomporre piano piano i tasselli mancanti fino ai colpi di scena finali che si ricollegano ai capitoli precedenti. Tantissimi i salti temporali. Mi ha lasciata un po' perplessa il finale, ma: molto bello! *** «Per avere un'identità, devi credere che esistano anche altre identità. Devi sentirti vicino agli altri. E come si crea questa vicinanza? Condividendo segreti.» #reading #readinglist #dilloconunlibro #libro #libri #letteratura #litterature #lettura #consiglidilettura #bookaddiction #bookaday #bookalcoholic #franzen #purity #einaudi #libribelli #goodreads #goodread #digitalculture #culture #wow #readers #instaread #instabook #instaday #sunday #instamood
Un post condiviso da Francesca Carabini (@maybenotinwords_) in data:

LA SORELLA CATTIVA
La sorella cattiva della Ovalde racconta la vicenda di una ragazza, la sorella cattiva, che scappa dal paesello canadese in cui è nata e dalla sua famiglia di matti per diventare una donna libera in California. E' una riflessione profonda su che cosa siano i legami familiari e il vero senso della libertà.
Un post condiviso da Le PancheRosse della Marcopolo (@lepancherosse.dellamarcopolo) in data:

AGNES BROWNE
I marmocchi di Agnes è uno dei 4 libri della saga di O'Carroll. L'ho comprato a caso in una bancarella senza sapere che esistessero altri capitoli della storia di Agnes, una mamma di Dublino, molto lontana dall'essere perfetta, che si ritrova a fare da mamma e papà a sei figli maschi e una bambina. Non sono riuscita a trovare subito gli altri 3 romanzi e ho lasciato incompiuta la lettura della saga, ma ora che ci penso farò al più presto una corsa in biblioteca! Non fate come me e iniziate a leggerli dal primo... e non perdete il ritmo!



VENUTO AL MONDO
Venuto al mondo è il capolavoro di Margaret Mazzantini. Le famiglie nascono e crescono in modi strani e sicuramente la famiglia di Pietro ha dei trascorsi molto particolari. Questo libro è di una tenerezza ed amore incredibile! Piacerà a chi si interessa della storia recente dei Balcani e ha a cuore i temi legati alla maternità. Anche il film, stranamente, merita un 10 e lode come il libro!



Buongiorno! 💕 Consiglio di oggi: Venuto al mondo di Margaret Mazzantini. Questo romanzo mi ha completamente spiazzata, ha superato ogni aspettativa e l'ho letteralmente divorato. È una storia commovente e terribile, il libro all'inizio sembra non partire e si fa un po' fatica, ma poi senza accorgertene ti ritrovi immerso in una storia coinvolgente. Lo stile della Mazzantini è inconfondibile, crudo e schietto, e nonostante i temi trattati la storia è scorrevole, ricca di colpi di scena inaspettati. Un libro che parla di guerra e di amore, di vita e di morte. Da leggere sicuramente, uno dei migliori della Mazzantini insieme a Non ti muovere. #venutoalmondo #margaretmazzantini #lettura #books #bookstagram #recensione #consiglidilettura #romanzo #libridaleggere #libriconsigliati #autumn #reading #readingram #libri #instabook #mondadori #bookoftheday #bookaddict #booklover #lovebooks #leggeresempre #librisulibri #libribelli #bookish
Un post condiviso da MrsGwyn_books (@mrsgwyn_books) in data:

06 novembre 2017

#UnaFotoAlGiorno Valencia

Siamo stati a Valencia 4 giorni: un tempo più che sufficiente  per visitare la città, ma noi ce la siamo presa con molta molta calma e non siamo riusciti ad andare in spiaggia :(
Questo ve lo dico perché questo post non vuole essere assolutamente una proposta di itinerario, ma #unafotoalgiorno nasce da un'idea di Frida per riassumere in una sola foto un momento importante di una giornata in vacanza.

Giudizio sintetico: Valencia è una città verde con un sacco di giardini curatissimi, Valencia è una città luminosa e bianca come la parte più moderna ed ha il colore ocra delle pietre con cui è costruita la sua parte più storica.


Giorno 1:
La città vecchia di Valencia non è molto grande e si può girare a piedi anche senza prendere i mezzi. E' una città pulita e molto interessante!

Valencia-piazza-Vergine
Plaza de la Virgen a Valencia
Giorno 2:
Nella città di Valencia un tempo scorreva un fiume, il Turìa, che però creava un sacco di problemi e quando esondava erano cavoli amari per tutti. Nel 1958 si decise che la convivenza tra la città e il Turia non era più possibile e quindi decisero di deviare il fiume e, al suo posto, creare un lungo parco. Passeggiare la domenica pomeriggio nel Turìa è molto divertente: ci sono un sacco di famigliole che si fermano alle giostrine, gli sportivi che corrono, vanno in bici o con i roller, i ragazzi che fanno i picnic ed i turisti che fanno le foto a tutti i ponti all'asciutto sotto cui passano!
palazzo-musica-valencia
Il Palau de La Musica alla fine dei giardini del Turia
Giorno 3:
Il Barrio del Carmen si trova vicino alla città vecchia ed è al zona della street art. Occhi ben aperti e perdetevi tra tutti i suoi colori...



Giorno 4:
La città delle arti e della scienza è un complesso sorprendete: ci siamo stati al tramonto per fare delle foto strepitose ed emozionarci e ci siamo tornate per andare a visitare l'Oceanografico, ovvero l'acquario più grande d'Europa. Se vi dicono che ci basta qualche ora non credeteci: noi ci siamo andati in un giorno della settimana dove c'era poca gente e siamo stati dentro 6 ore (ma io sarei rimasta ancora e ancora!).
oceanografico-spagna
L'acquario di Valencia


QUI  tutti i post su Valencia
e a seguire le altre #unafotoalgiorno


02 novembre 2017

La quinta costellazione del cuore

leggere-lago
Letture per pomeriggi autunnali come piacciono a me
A Colonia, in Germania,  ci sono cinque donne che non hanno nulla in comune, se non l'aver condiviso con scarsi risultati un corso di francese.
Tra loro è nata una strettissima amicizia, che si traduce in un appuntamento fisso in un ristorantino una volta al mese il martedì.
Le amiche del martedì, come ci dicevo, hanno caratteri e situazioni familiari molto differenti (abbiamo la supermamma e la donna in carriera, la riccona fashion, la ragazza giovane che non sa cosa vuole dal futuro e quella che sembra sempre indifesa) ma sono molto unite tra di loro e pronte a darsi una mano l'un l'altra.
Quando a Judith muore il marito le amiche del martedì non la lasciano sola nemmeno un attimo e quando annuncia di voler andare a piedi da Narbonne, nel sud della Francia, fino a Lourdes le altre quattro si uniscono immediatamente a lei.
L'idea nasce dal desiderio di voler portare a termine il pellegrinaggio che suo marito, malato terminale, aveva dovuto interrompere: peccato che però ci sia un grande segreto nel diario di viaggio di quest'uomo e che tutti nodi siano destinati a venire al pettine.


Ho scelto questo libro perché parlava di un pellegrinaggio alternativo, quello di Lourdes, ma legato ai cammini che portano a Santiago. 
E' andata male, però: il problema è che in questo libro le protagoniste sono le cinque amiche e il pellegrinaggio è solo lo sfondo nebuloso del loro viaggio, tanto che mi sono chiesta se l'autrice abbia mai fatto un pellegrinaggio vero.
Anche come libro rosa mi ha un po' delusa: il vecchio volemose-bene è a dir poco urticante in questa situazione.


Il mio consiglio spassionato?
Volete un bel libro rosa? Cercate altro!
Volete leggere un libro che parli di pellegrinaggi? Lasciate perdere!

31 ottobre 2017

Compleanno 3.2

Ottobre è il mese del mio compleanno.
Ottobre è il mese in cui mi fermo sempre a tirare le fila di quello che va e che non va.

Ho 32 anni e 2 settimane.
E mi ero scordata di scrivere questo post!

Non è che qui vada tutto bene, anzi.
Ci sono cose che mi levano il sonno ed il sorriso.
Ma sono così felice... cacchio, se sono felice!

Ho 32 anni e ho scoperto nello scorso anno di amare i laghi e questo mi fa tanto sorridere :)

Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:
Questo post lo so che è un po' strano e veloce... sto invecchiando, ma non mi sono rimbambita... tranquilli!

26 ottobre 2017

Pavia - cosa visitare in un giorno

Non mi sarebbe mai venuto in mente di andare volontariamente a Pavia, ma si sa che io sono una che quando le proponi di fare uno zaino ed andare da qualche parte, qualsiasi parte, ha un solo buon motivo per dire di no: il portafoglio vuoto.
Quindi anche se pensavo che Pavia fosse una triste città di provincia avvolta dalla nebbia della pianura Padana, con "due discoteche e 106 farmacie" sono andata a visitarla!
[sono una fanciulla cresciuta a pane e 883]
Tenete presente nell'organizzazione della vostra visita a Pavia che è una cittadina molto piccina e quindi in mezza giornata la si vede tutta e bene e ci va un'altra mezza giornata per visitare la Certosa, che è davvero imperdibile!


Prima tappa: La Certosa di Pavia
Un post condiviso da Federica (@federica_zucca) in data:

La Certosa di Pavia si trova fuori Pavia, è un paesino a sè.
E' uno di quei monumenti che lasciano senza fiato perché non solo è maestoso, ma è anche estremamente curato e probabilmente più volte lo visiti più lo apprezzi senza mai stufarti.
La visita all'intera Certosa è guidata da frate, dura un'ora e mezza ed è ad offerta libera: merita di dedicare mezza giornata alla sua visita!

Dove mangiare a Pavia?
Parcheggiate in zona Borgo Ticino e andate a mangiare a Il Miccone: una paninoteca molto particolare perché unisce tradizione e modernità.
La forma di pane tipica di Pavia è la micca e in questo localino troverete dei bei paninoni ricchi di prodotti locali: in questa zona la fanno da padroni incontrastati i salumi, ma qui anche noi vegetariani ci alzeremo da tavola belli pieni e soddisfatti!
Il miccone

Per merenda tutti vi consiglieranno di andare in "Latteria da Cesare" per mangiare una super cioccolata calda. Noi l'abbiamo testata nella versione più estiva con un cono gelato: buono ma non buonissimo!
Ci siamo invece persi la tipica torta paradiso della pasticceria Vigoni: un ottimo motivo per fermarsi a Pavia la prossima volta che passeremo!

E a Pavia cosa visito?
Pavia è una città davvero pulita ed ordinata e facile da visitare a piedi: in mezza giornata la vedrete con molta molta calma.
Tutti i principali monumenti si trovano sulla strada principale o in qualche via traversa: ci sono un sacco di chiese belle su più livelli, c'è un imponente castello, un'università che farà sospirare "che figata studiare qui", tante piazzette in cui sostare e poi c'è un ponte favoloso, da guardare con attenzione e percorrere più volte!
Monumento alla Lavandaia e il ponte coperto


"Quante volte ho pensato a quel bel ponte di Pavia"
[A. Einstein]


22 ottobre 2017

Le vedove del giovedì

Credo che la tonalità di giallo che piace a me sia quella che vira sul rosa.
Quando ho letto Tua di Claudia Piñeiro avevo avuto questa sensazione e dopo aver letto un altro suo libro, Le vedove del giovedì, ne sono sempre più convinta!
Il fatto che poi lei sia argentina, beh per me e la mia passione per questo paese è un valore aggiunto :)


Le vedove del giovedì è ambientato fuori Buenos Aires, ma non nella periferia a cui va subito il mio pensiero quando abbino le parole periferie e città argentine.
Altos de las Cascadas è un complesso residenziale, di quelli recintati, con la sicurezza all'ingresso e le villone all'interno.
Altos de las Cascadas potrebbe essere il paradiso, in realtà è una splendida gabbia dorata: è un modo di vivere che per noi europei è difficile da immaginare.
Quando sono stata invitata a cena a casa di due facoltosi avvocati a Mendoza in una villa in un quartiere privato mi sono chiesta come si poteva vivere in un posto indubbiamente fighissimo come quello (pulito, case con piscina, viali alberati) ma così finto!
Ma torniamo al libro de Le vedove del giovedì (da cui hanno tratto un film che non credo sia arrivato in Italia, idem per Tua)...


Le vedove del giovedì sono quattro mogli che ogni giovedì vengono abbandonate dai mariti, grandi amiconi, che hanno scelto proprio questo giorno per riunirsi.
A settembre 2001, anno di una delle grandi crisi argentine, nella piscina di una di queste fantasmagoriche ville dopo il solito incontro del giovedì vengono rinvenuti i 3 cadaveri di 3 dei 4 mariti e il quarto proprio quella sera era stranissimo, era tornato a casa prima del solito e si era rotto una gamba cascando dalle scale?

Coincidenze? Non credo proprio! Eppure sembra un terribile incidente!

Un post condiviso da •Duchess• (@ayelenstilinski) in data: